Se vi state avvicinando al difficile compito di realizzare uno skatepark è bene come prima cosa avere una infarinatura storica sulla nascita e l’evoluzione di questo genere di strutture

ANNI 70
La costruzione dei primi impianti per la pratica dello skateboarding prese il via nella costa Ovest degli stati uniti a metà anni ‘70. Tali strutture denominate fin da subito “Skate Park” erano generalmente realizzate in cemento prendendo “in prestito” e rielaborando le forme delle piscine Californiane (Pool), invasi e canali (bank) per la raccolta delle acque . Questi primi Skate Park erano strutture private con accesso a pagamento generalmente assimilabili a parchi sportivi o di divertimento.

ANNI 80 e 90

Tramontata con la fine del decennio queste forme e tecnica di costruzione vennero accantonate in favore delle strutture in legno, metallo, materiale plastici (o un mix dei tre) da collocare in spazi (sempre privati) già dotati di pavimentazione (più o meno) idonea: Si comincia in questo modo, negli anni ‘80, a parlare di “Rampe da Skateboard”. In questo periodo le Rampe da skateboard, anche a causa dei limiti tecnici ed economici imposti dalla modalità di costruzione, assumono forme nuove è più semplici ed apparantemente standardizzate quali : Half Pipe, Mini Half Pipe e Fun Box.
Lo sviluppo di questi Impianti a partire dalla metà degli anni ‘80 e fino alla metà del decennio successivo consolida l’idea che uno Skate Park debba essere una area piana, pavimentata in cemento, generalmente rettangolare, con un superficie non inferiore a 600mq in cui vegono posizionate rampe assortite nella quantità, nel modo e nelle tendenze che il periodo storico (nonchè la disponibilità) economica impongono.

La gran parte degli skatepark costruiti in questo periodo sono strutture private costruite e gestiti da aziende private e associazioni sportive specializzate.

A questo periodo storico risale la prima normativa volta ad inquadrare il settore: E’ il 1995 quando viene pubblicata in Gernamia la normativa di riferimento per la sicurezza delle rampe e skatepark la DIN 33943

ANNI 2000

A partire dai primi anni 2000, la diffusione della pratica e la sua maggiore accettazione istituzionale diede il via alla costruzione seriale di Skate Park pubblici. L’anatomia tipica degli skatepark di questa epoca era largamente standardizzata, una caratteristica non dettata dalle esigenze della pratica ma piuttosto imposta dalle condizione in cui i progetti venivano alla luce. Se da un lato architetti e progettisti erano a digiuno di nozioni specialistiche, dall’altro le aziende di settore, piccole e poco organizzate per lo più costituite da Skater passati dal fai da te alla libera impresa. Accanto alle proposte di queste imprese artigianali apparve presto l’efficace offerta di “rampe standard e a norma” proposte da una miriade di ditte specializzate nella commercializzazione di strutture per parchi giochi ed arredi urbani.
Nel giro di pochi anni comparvero così una folta schiera di skatepark pubblici con strutture “standard” collocate su piastre di cemento più o meno grandi. Rampe scelte “a catalogo” che mostrarono presto un mix assortito di difetti: Necessità di frequenti interventi di manutenzione, rumosità, deperibilità e non ultimo tra i difetti una grande monotonia di forme e possibilità di utilizzo. Raramente questo genere di strutture andavano oltre un lustro di esistenza prima di venire rimosse per cattivo stato di conservazione.

Pensati dall’amministrazione pubblica al fine di dare “un luogo di pratica” a degli “sportivi” che utilizzerebbero altrimenti piazze, parcheggi e marciapiedi pubblici questi skatepark sono in genere strutture aperte e di libera pratica.

I progettisti pubblici nella stra grande maggioranza dei casi non disponevano della competenza tecnico-sportiva necessaria a progettare uno skatepark e/o le sue strutture, limitandosi molto spesso a recepire i suggerimenti di altrettanto inesperti agenti di commercio.

La normativa di Sicurezza DIN 33943 viene aggiornata nel 2000 e successivamente recepita nel 2006 nella normativa europea EN 14974, successivamente aggiornata nel 2010.

L’INVENZIONE DELLA SKATE PLAZA

Il 5 giugno 2005 è una data importante nella storia della architettura specialistica: a Kettering in Ohio apre i battenti una struttura nuova ed unica nel suo genere, pensata per lo skateboarding a non è uno spazio aperto e non recintato. Costruito è in cemento, presenta elementi tipici di uno skatepark mixati alle strutture architettoniche proprie dell’ambiente urbano. Non si tratta di uno skatepark ma bensì della prima Skate Plaza della storia dello skateboarding. Quello materializzato a Kettering è il risultato di una nuova scuola di pensiero che vede le aree attrezzate per la pratica dello skateboarding come spazi aperti, luoghi di aggregazione dove praticanti e tessuto sociale giovanile si compenetrano. Vere e propri luoghi di aggregazione giovanile inclusivi e non segreganti.

LO STATO DELL’ARTE DELLO SKATE PARK MODERNO
In un primo periodo l’interpretazione della skatea plaza era piuttosto rigido, i progettisti tendevano a riprodurre le sole strutture urbane escludendo costruzioni dalla sezione curvilinea quali Pool, Bowl, Quarterpipe e affini. Questa iniziale ortodossia venne presto abbandonata in favore di impianti completi, dove le strutture tipiche della Skate Plaza vivono accanto strutture nate per lo skateboarding andando a compenetrarsi in forme sinuose e dalle molteplici possibilità di utilizzo. In questo ambiente a tratti scutoreo trovano posto anche le riproduzioni delle piscine Californiane come Pool e Bowl.

Lo skatepark moderno è necesariamente di cemento, continua a rispetta la normativa di sicurezza EN 14974, ma concettualmente si colloca ad una distanza siderale dalle rampe in legno e ferro di inizio 2000.